
Germania in camper: strade, fotografie, birre e scoperte
Partiamo da Modena con il camper in una delle estati più calde che ricordi. Io, mia moglie e nostro figlio di 18 anni. Tre persone, un camper e una strada davanti a noi. Non è un viaggio organizzato nei minimi dettagli e forse è proprio questo il bello. Abbiamo le tappe, ma soprattutto abbiamo voglia di camminare, fotografare, mangiare bene e fermarci quando troviamo qualcosa che ci incuriosisce.
La prima tappa è Lindau, sul lago di Costanza.
Arrivare a Lindau è già parte del viaggio. L’acqua, le montagne sullo sfondo fanno subito capire che siamo arrivati in un posto particolare. Lindau è uno di quei posti dove ogni angolo sembra avere qualcosa da raccontare.
E poi arriva inevitabilmente il primo momento dedicato alla cucina e alla birra. Siamo appena partiti e abbiamo già capito che sarà un viaggio dove anche mangiare sarà una parte importante dell’esperienza.
Da Lindau ci spostiamo verso Ulm.
Ulm mi incuriosisce particolarmente per un motivo: qui è nato Albert Einstein. Non sono mai stato particolarmente interessato al personaggio soltanto come icona, ma trovarmi nella sua città natale aggiunge inevitabilmente qualcosa alla visita. Ma Ulm non è soltanto Einstein.
Il Münster domina la città con la sua enorme torre, la più alta di una chiesa in Germania, e Münsterplatz è uno dei punti che più ci colpiscono. Attorno alla cattedrale si incontrano edifici storici e architetture più moderne, creando un contrasto che fotograficamente funziona molto bene. Poi ci sono il Rathaus con le sue decorazioni, le strade del centro, il quartiere dei pescatori e dei conciatori, l’acqua e le case che si riflettono nei canali.
Ulm è una città che va camminata. Ed è esattamente quello che facciamo.
Dopo Ulm arriva Würzburg.
Qui il paesaggio cambia ancora. La città è elegante, piena di edifici importanti e con una storia che si percepisce soprattutto passeggiando. La Residenza di Würzburg è una delle grandi attrazioni, ma ancora una volta non è soltanto quello che cerchiamo. Ci piace attraversare le strade, fermarci nelle piazze, osservare le persone e cercare punti di vista diversi.
Würzburg ci regala anche il Meno, i vigneti che circondano la città e quella sensazione di essere già dentro una Germania diversa da quella incontrata sulle prime tappe.
E naturalmente arriva la sera. Si mangia. Si assaggia. Si beve una birra. Perché nel nostro modo di viaggiare una città non è davvero conosciuta finché non abbiamo provato anche qualcosa della sua cucina.
Poi arriva Colonia.
Qui ci fermiamo tre giorni, perché una città così non si può liquidare in poche ore.
La prima cosa che si vede è il Duomo, enorme, scuro, imponente. È uno di quegli edifici davanti ai quali la macchina fotografica viene fuori quasi da sola. Ma dopo le prime fotografie decidiamo di fare quello che ci piace di più: lasciarci il monumento alle spalle e camminare.
Colonia la scopriamo così, passo dopo passo. Le piazze, le strade del centro, le case colorate, i quartieri, il Reno e soprattutto i ponti. Il ponte Hohenzollern, con la sua enorme struttura metallica e la quantità impressionante di lucchetti, è un soggetto fotografico quasi obbligatorio.
Tre giorni ci permettono di rallentare. Di sederci. Di guardare la città senza dover continuamente pensare alla prossima cosa da vedere.
E poi c’è la Kölsch.
Qui la birra non è semplicemente una bevanda, è parte della città. Piccoli bicchieri che arrivano continuamente al tavolo, il conto segnato dal numero di bicchieri e noi che, naturalmente, decidiamo che almeno una bisogna assaggiarla. Alla fine probabilmente ne assaggiamo qualcuna in più.
Da Colonia scendiamo verso Mainz, dove ci fermiamo due giorni.
Mainz è una città che ci sorprende per il suo carattere. Il Reno è sempre presente e il centro storico è fatto di piazze, vicoli, edifici colorati e case a graticcio. La cattedrale domina il centro e intorno si sviluppa una città che invita a essere percorsa lentamente.
Qui ci concediamo ancora una volta il nostro modo di viaggiare: camminare senza una meta precisa, entrare nelle strade laterali, fermarci quando vediamo qualcosa che merita una fotografia.
Mainz è anche una città legata al vino, e questo aggiunge un altro elemento alla nostra continua ricerca di sapori locali. In viaggio non siamo quelli che cercano necessariamente il ristorante famoso. Preferiamo trovare un posto normale, sederci, ordinare qualcosa di tipico e vedere cosa arriva.
Poi lasciamo le città più grandi e ci dirigiamo verso la Foresta Nera.
La prima tappa è Schiltach.
Qui cambia completamente il ritmo. Schiltach sembra uscita da una cartolina, ma la cosa interessante è viverla camminando. Le case a graticcio, le facciate colorate, le strade strette e il piccolo corso d’acqua che attraversa il paese creano continuamente nuovi punti di vista.
Per uno che ama fotografare è quasi una trappola. Ogni pochi metri c’è qualcosa da fermare con la macchina fotografica.
Il bello di Schiltach è proprio questo: non serve correre da un’attrazione all’altra. Basta camminare e guardarsi intorno.
Poi visitiamo il castello e proseguiamo verso Hornberg.
La zona della Foresta Nera ci piace proprio perché sembra fatta per il nostro modo di viaggiare. Strade immerse nel verde, piccoli paesi, case tradizionali, boschi e panorami che cambiano continuamente.
Hornberg è più tranquilla rispetto alle grandi città visitate nei giorni precedenti. Ed è quasi una pausa. Dopo Colonia e Mainz, ritrovarsi in mezzo al verde e a piccoli centri abitati ci permette di rallentare.
Anche qui, però, la macchina fotografica continua a lavorare.
Le ultime giornate in Germania le passiamo a Friburgo.
Friburgo è una città che ci piace immediatamente. Il centro storico, le piazze, i vicoli, i piccoli canali che corrono lungo le strade, le facciate colorate e la presenza costante di biciclette danno alla città un’atmosfera particolare.
Il Münster è ancora una volta uno dei punti di riferimento, ma Friburgo va vissuta soprattutto camminando. Ci perdiamo tra le strade del centro, osserviamo le persone, fotografiamo dettagli e ci fermiamo nei locali.
È anche il momento in cui ci rendiamo conto che il viaggio sta finendo.
Abbiamo percorso parecchi chilometri, cambiato città, mangiato cose diverse, bevuto birre diverse e soprattutto camminato tantissimo.
Poi arriva il momento di lasciare la Germania.
Il rientro passa dal lago di Como. Dopo giorni trascorsi tra città tedesche, boschi, fiumi e birrerie, ritrovarsi davanti al lago è quasi un ultimo capitolo del viaggio prima di tornare a casa.
Anche qui, naturalmente, non resistiamo alla tentazione di scendere dal camper e fare un’altra passeggiata.
Ripenso alle fotografie scattate durante questi giorni e mi accorgo che non raccontano soltanto monumenti e città. Raccontano soprattutto momenti: una strada trovata per caso, una facciata che mi ha fatto fermare, una birra bevuta seduti fuori da un locale, una cena dopo chilometri a piedi, un tramonto sul Reno, una casa della Foresta Nera, una risata di famiglia.
Alla fine è questo che cerchiamo quando partiamo.
Non soltanto vedere.
Camminare, fotografare, mangiare, bere, curiosare e trovare quei luoghi speciali che magari non avevamo nemmeno inserito nell’itinerario.
Questa è stata la nostra Germania. Un viaggio in camper, fatto in famiglia, senza la pretesa di vedere tutto, ma con la voglia di portarci a casa qualcosa di ogni posto attraversato.
E parecchie fotografie.
La Germania ci ha lasciato fotografie, sapori, birre, città e soprattutto tanti momenti vissuti insieme, risate, sguardi e tante tante chiacchiere. Ed è forse questo il modo migliore per viaggiare: non limitarsi a vedere un luogo, ma provare a viverlo.
P.S. nelle foto siamo sempre in due.. Gio non ama farsi fotografare e apparire quindi.. siamo in due.






































































































